Elenco e storia dello sport femminile

Di Francisca, Errigo, Batini e Vezzali

Se nella società si è sempre avvertita una disparità tra uomo e donna nel corso dei secoli, nel mondo dello sport questa è stata ancora più evidente e accentuata.

Lo sport è sempre stato appannaggio di una cultura maschile e maschilista e le donne hanno dovuto lottare duramente per conquistarsi il proprio spazio (come d’altronde hanno fatto in altri ambiti). Lo sport è collegato a concetti di forza e fatica che non si collegavano alle donne, da sempre simboli di finezza, grazia e vulnerabilità. Eppure, nell’antica Grecia, c’erano giochi riservati alle donne. Gli “Heraia“, in onore della dea Hera.  Nell’impero romano invece, lo sport diventò molto violento e ovviamente le donne ne erano escluse, presentando esclusivamente caratteristiche maschili, collegate cioè alla forza fisica.

Nel medioevo meno che mai vedremo una donna aprirsi allo sport, relegata solo alla casa e ad attività prettamente femminili. Inoltre il clero vedeva con contrarietà queste pratiche che erano definite “pagane”, crudeli e di cattivo gusto. Dobbiamo arrivare all’ottocento per vedere un qualche tipo di cambiamento, le donne dell’aristocrazia infatti, specialmente inglesi e francesi, iniziarono a sperimentare giochi di movimento: quello più tipico era il Badminton. All’epoca però ancora le donne non potevano vestirsi come volevano, non vestiti aderenti e pratici ma abiti molto ampi che nascondessero le forme. Dominava ancora all’epoca il pensiero misogino ispirato a idee romantiche che immaginavano la donna come creatura angelica e malinconica. Il movimento femminista ebbe il potere di cambiare questo modo di pensare e il ruolo che la donna poteva avere in molti ambiti della società: poté ottenere il diritto di voto e tra le altre cose anche la possibilità di affacciarsi ufficialmente allo sport.

Nel 1908 e nel 1912 fu concesso alle donne di partecipare a gare di tiro con l’arco, ginnastica e nuoto. Questa occasione suscitò molto scalpore per via dei costumi più aderenti alle forme.

Fu un’australiana Fanny Durak, la prima campionessa femminile di nuoto. In italia, anche se già nel 1878 le donne avevano il permesso di praticare sport e veniva insegnato loro nelle scuole, fu durante il regime fascista che la presenza femminile nello sport diventò più rilevante. Gli stessi fascisti ammirano le donne atlete, in quanto simbolo di uno stato in ascesa e di potenza. Le donne non sono più solo relegate alla casa, a una vita sedentaria e di madri di famiglia. Possono rappresentare il paese e essere simbolo di prestigio, accrescerne l’immagine nel mondo.

Sport femminile in epoca recente

Arrivando in epoca moderna, e quindi con il progredire dello studio sullo sport, si è arrivata alla conclusione che le differenze tra uomini e donne sono state essenzialmente costruite, da un pensiero maschilista dominante nella vita come nello sport.

Negli anni 80 le politiche per le pari opportunità rendono concreto il coinvolgimento della donna nello sport. Atlete femminili partecipano alle maratone, sfidando il concetto che la resistenza e la forza fisica siano solo caratteristiche maschili. Le donne in realtà, grazie al metabolismo e a diversa quantità di grasso, sono più avvantaggiate nelle attività dove è richiesta più resistenza fisica. Tra gli anni 60 e gli anni 80 la pratica sportiva femminile cresce in maniera esponenziale, a conferma della volontà di raggiungere parità dei sessi anche nello sport. E’ indicatore dei progressi che fa il ruolo della donna come importanza al pari dell’uomo. Guardando ai tempi più recenti, la campionessa Valentina Vezzali è divenuta campionessa del mondo nel 2005, a 4 mesi dal parto, senza nessuna conseguenza, a dimostrazione della tempra e della resistenza femminile anche in condizioni di gravidanza.

Capacità fisiche femminili

Il corpo della donna cambia, non è più esclusivo oggetto di sguardi di ammirazione maschili, ma diventa forte e aggressivo, scoprono una fisicità che un tempo non sarebbe stata considerata femminile, priva delle caratteristiche di leggerezza e delicatezza fisica.

È uno strumento potente, un meccanismo che diventa funzionale e libero da giudizi morali. Lo sport diventa strumento di emancipazione, di libertà della donna, un modo per poter dimostrare di non avere nulla in meno rispetto a un uomo e anche qualcosa di più: il livello di forza mentale nelle donne è più rilevante, sono in grado di gestire meglio le emozioni e soprattutto dispongono di una migliore resistenza alla fatica muscolare: minore massa muscolare corrisponde a minore compressione vascolare e a un ridotto spreco di ossigeno.

La grande presenza femminile nello sport rappresenta e dimostra un’alta compatibilità tra sport e caratteristiche fisiche femminili e il numero esponenziale di donne atlete in crescita in questi ultimi anni è un ottimo indicatore del ruolo fondamentale che la donna ha conquistato in tutti gli ambiti della società, dove può dare prova della sua straordinaria tempra morale, fisica e mentale. Che ben si può conciliare con caratteristiche come eleganza, sensibilità e grazia, s’intende.

Gli sport più praticati dalle donne

In certi tipi di sport le donne hanno superato i loro avversari del sesso opposto. Le donne hanno potuto trovare in queste attività una fonte di autostima, di benessere e anche di opportunità di lavoro. Fra gli sport più praticati dalle donne vi sono:

  • Pallavolo
  • Nuoto
  • Arti marziali
  • Scherma
  • Danza
  • Pattinaggio
  • Atletica leggera
  • Beach volley
  • Acqyagym

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *