Scala di difficoltà dell’arrampicata: cos’è e come viene calcolato

Per “grado di arrampicata” si intende la valutazione del livello di difficoltà nei diversi tipi di arrampicata e alpinismo. La classificazione delle difficoltà che presenta una specifica via di salita sono generalmente indicate nella descrizione del percorso, detta relazione , che è importante perché consente agli scalatori o agli alpinisti di scegliere i percorsi che corrispondono alle loro abilità e che dunque possono affrontare serenamente.

In altre parole, il grado di difficoltà è strettamente correlato alle capacità tecniche e motorie necessarie all’arrampicatore o scalatore per completare il percorso prescelto, anche se ad influire sulle difficoltà dell’arrampicata possono esservi anche altri fattori legati alla conoscenza e alle abilità dell’alpinista (tra questi la consapevolezza ambientale, allenamento fisico, atletico e mentale, abitudine alla fatica, esperienza in alta montagna, padronanza di altre specialità tecniche, ecc.).

Fornire una sintesi della difficoltà generale di questi differenti tipi di arrampicata e fornire una valutazione analitica in cui vengono evidenziate le difficoltà tecniche e le qualità richieste, è un qualcosa che aiuta molti sportivi e organizzazioni di alpinismo nell’organizzare al meglio rispettivamente le proprie arrampicate o il proprio lavoro.

In particolar modo, i gradi di arrampicata vengono descritti comunemente da numeri romani in ordine crescente, che indicano il progressivo aumentare del livello di difficoltà, come viene evidenziato nella tabella che segue:

  1. Livello I:  È il grado di arrampicata più semplice e adatto a tutti. Le mani vengono utilizzate solo per gestire le prese da arrampicata.
  2. Livello II: Rappresenta il vero inizio dell’arrampicata, ed è necessario adoperare maggiore cautela spostando solo un arto alla volta.
  3. Livello III: La parete da scalare è sempre più  verticale ed impegnativa, richiede una certa forza nelle braccia.
  4. Livello IV: Ci sono meno punti di appoggio e supporto, inizia ad essere necessario conoscere bene le tecniche di arrampicata e avere una formazione specifica.
  5. Livello V: Basi e supporti sono ancora più rari, le singole tappe devono essere studiate con attenzione e la salita diventa sempre più faticosa e delicata.
  6. Livello VI: Le basi e i punti d’appoggio sono sempre più piccoli e distanti tra loro. Il passaggio da uno all’altro potrebbe richiedere una sequenza di movimenti particolarmente impegnativi.
  7. Livello VII: Le basi e i punti d’appoggio sono piccoli e distanti, al punto tale da richiedere una particolare  forza nella presa delle dita.
  8. Livello VIII: C’è bisogno di duro allenamento e pratica costante per scalare le vie riconducibili a questo grado di arrampicata.
  9. Livello IX:  Qui l’impegno e la formazione necessari per poter affrontare questo tipo di scalata sono quasi professionali.
  10. Livello X: Questo grado di arrampicata annovera le più difficili vie del mondo, le quali sono raccomandate solo ai professionisti con grande esperienza alle spalle.

Prima di affrontare una scalata è bene dunque identificare con precisione il grado di arrampicata che si ritiene essere più adeguato al proprio tipo di allenamento e capacità tecniche, così da poter affrontare l’attività sportiva in sicurezza e senza il rischio di rendersi conto soltanto in un secondo momento di aver scelto un itinerario troppo complicato per le proprie possibilità.

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