Sharm el Sheikh: tutti i motivi per venire in vacanza qui

La barriera corallina, con i suoi colori spettacolari e la fauna marina da cui è circondata, è sufficiente da sola a convincere una persona a organizzare un viaggio a Sharm el Sheikh, località turistica che regala emozioni uniche grazie ai suoi paesaggi. Chi ne ha l’opportunità, tra l’altro, non dovrebbe dimenticarsi di portare con sé una videocamera subacquea, utile per scoprire una meraviglia unica. Sulle passerelle di accesso o sulle barche si possono trovare boccagli e maschera, ma ovviamente è sempre meglio utilizzare accessori personali. Parliamo di passerelle di accesso perché non ci si può immergere in mare direttamente dalla spiaggia ma occorre, appunto, utilizzare questi percorsi che vengono forniti dagli alberghi.

Che cosa vedere a Sharm el Sheikh: il Parco Nazionale di Rash Mohammed

Il Parco Nazionale di Rash Mohammed è il parco marino più celebre di tutta l’area, e offre panorami impossibili da dimenticare. Si trova a una trentina di minuti di macchina da Sharm, e la riserva – collocata sul versante meridionale del Sinai – è situata proprio nel punto in cui il golfo di Suez accoglie le acque del mar Rosso. Il parco ospita anche distese infinite di mangrovie e un lago salato: chi è appassionato di snorkeling può trovare pane per i propri denti da queste parti, mentre tra le spiagge più belle vale la pena di citare quelle di Yolanda, di Main, di Bereik e di Hidde.

L’isola di Tiran

In occasione di un viaggio a Sharm ci si può concedere anche un’escursione in barca verso l’isola di Tiran, che è circondata addirittura da 4 barriere coralline: la Woodhouse Reef, la Thomas Reef, la Gordon Reef e la Jackson Reef. Quanto basta, insomma, per poter parlare di un vero e proprio paradiso senza correre il rischio di essere smentiti. Volendo, ci si può anche immergere in compagnia di sub specializzati, per sperimentare il brivido della vita sottomarina. Nei dintorni è presente il relitto di una nave mercantile, naufragata negli anni Ottanta del secolo scorso.

Il deserto e il Monte Sinai

Come dimenticare il Monte Sinai? Volendo si può arrivare fino in cima, a quota 2.285 metri: non è da tutti scalare una montagna biblica. Il consiglio è di giungere in vetta utilizzando il sentiero che fu tracciato da Abbas Hilmi Pasha, viceré egiziano, e compiere la discesa dalla scalinata. Lungo il sentiero Hilmi Pasha si può anche andare a cammello. Il Monastero dedicato a Santa Caterina d’Alessandria si trova nel cuore di una valle desertica e fu eretto nel VI secolo: è a circa 200 chilometri di distanza da Sharm e viene ritenuto un luogo sacro dai musulmani, dagli ebrei e dai cristiani. Si tratta del più antico monastero cristiano tra quelli esistenti, a poca distanza dal Monte Horeb, il luogo in cui Mosè avrebbe ricevuto le tavole dei 10 comandamenti. Da 20 anni il monastero fa parte della lista dei patrimoni mondiali dell’umanità protetti dall’Unesco, anche grazie alla sua vasta collezione di manoscritti.

Il Canyon Colorato

Infine, l’ultima destinazione che vale la pena di visitare durante un viaggio a Sharm el Sheikh è il Canyon Colorato: rocce che offrono una straordinaria varietà di sfumature, dall’oro al magenta, dal rosso al viola, frutto dell’azione di erosione svolta dall’acqua e del freddo dell’arenaria.

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