Il salto con elastico: curiosità ed informazioni sul bungee jumping

Il principio del bungee jumping è semplice: piattaforme di lancio con altezze vertiginose e lanci nel vuoto con un elastico ben saldo sulle caviglie. Non è richiesta una particolare condizione fisica per poter praticare il salto con elastico e non ci sono controindicazioni mediche. C’è ovviamente una età minima di 13 anni ed un peso minimo di 40 kg per poter fare bungie jumping, mentre non c’è nessun peso massimo oltre il quale questo tipo di attività è preclusa (in alcuni siti come la Normandia vi è addirittura l’usanza di fare bungi jumping a bordo di biciclette, motocicli, ecc …). Questa pratica è dunque un vero e proprio uno sport ma non è regolamentato da una federazione ufficiale, quindi nessuna licenza o tessera associativa è richiesta per poterlo esercitare.

Il tuo primo salto sarà, nella maggior parte dei casi, un salto a volo d’angelo con gambe piegate, piedi stretti e braccia aperte. Non preoccuparti però, perchè potrai passare ad altri tipi di salti dalla tua seconda esperienza in poi, sicuramente più belli stilisticamente e più divertenti per te.

Il salto con l’elastico attimo per attimo

Bene, hai finalmente deciso di praticare il bunging jumping, eccoti sul sito in attesa del tuo turno dopo essere stato pesato. Questo è il momento probabilmente più strano perché di fronte a te la gente salta, e hai tutto il tempo di vederli andare, di vedere le loro cadute e di dirti: “Non so se voglio davvero farlo in effetti “. A ciò aggiungi le grida di altre persone che ci hanno ripensato e sono letteralmente terrorizzate, ed urlano ad ogni salto di persone che non conoscono nemmeno per paura di fantomatici bungee jumping incidenti. Questo è forse il momento in cui si concentrano sensazioni negative che in realtà non provengono da te ma da quel che ti succede in torno, e devi essere bravo ad isolarti e rimanere concentrato per non farti influenzare.

Poi alla fine vedi che tutti escono indenni senza nemmeno un graffio e con il sorriso sulle labbra, nonché con la soddisfazione di aver eseguito un salto con l’elastico perfetto. In breve, un buon mix di stress, apprensione e dubbi. Questo è quel che si prova in quei minuti che precedono il tuo lancio, fin quando non scoprirai invece di essere un bravissimo bungee jumper.

Quando sarà il tuo turno ti equipaggeranno le caviglie con l’apposita attrezzatura collegata all’elastico, e potrai sentire il peso dell’elastico stesso tirare le tue caviglie.

A piccoli passi, con i piedi legati, raggiungerai il trampolino. Certo, non dovresti guardare in basso ma la tentazione è troppo forte ed è allora che ti renderai conto dell’esatta distanza tra te il suolo, e questo non sarà per nulla rassicurante per te! Poi giusto il tempo di una foto, fai un bel respiro e lo staff inizierà il countdown al termine del quale salterai…e a seconda dell’altezza, la caduta “libera” sarà più o meno lunga.

La prima sensazione, durante le prime frazioni di secondo dopo il salto, è la velocissima accelerazione da 0 a qualcosa come 120 km/h (in funzione dell’altezza del lancio) e la sensazione di respiro tagliato. Sensazioni che vengono poi rapidamente stoppate dall’elastico che farà puntualmente il suo lavoro, facendoti raggiungere il punto più basso previsto e poi la salita. Il punto più basso a volte può essere sott’acqua a seconda dei siti dai quali ci si lancia, basta chiedere allo staff di regolare l’attrezzatura per toccare semplicemente l’acqua con le mani, o entrare per intero.

Per quanto riguarda la risalita, è il momento di “riposo” in cui puoi osservare il tuo punto di partenza e tornare su senza correre il rischio di toccarlo, ma anche il momento in cui svaniscono tutti quei pensieri sulla morte bungee jumping dato che ti sentirai finalmente fuori pericolo. Bisogna infatti sottolineare come gli incidenti bungee jumping siano oggi veramente rari grazie agli elevati standard di sicurezza che il settore ha raggiunto, rendendo le bungee jumping morti un evento veramente raro e dovuto perlopiù ad errori umani.

Dove fare bungee jumping

Molti sono gli utenti che si chiedono dove fare bungee jumping, e bisogna dire che oggi rispetto al passato i siti in cui è possibile praticare questa attività sportiva sono veramente tanti. Parliamo sia di contesti urbani che di aree immerse nella natura (spesso nei boschi o in prossimità di corsi d’acqua), ed anche il costo bungee jumping è molto più accessibile di quel che si possa pensare, al punto tale che oggi gli utenti più che interrogarsi sui bungee jumping prezzi preferiscono concentrarsi sulla località in cui ritengono possa essere più divertente effettuare il lancio.

Storia del bungee jumping

Per raccontarti la storia del bungee jumping, iniziamo con il dire che tutto è nato nell’arcipelago di Vanuatu sull’isola di Pentecoste, nel cuore del Pacifico. I nativi praticano il bungee jumping tutt’oggi, con un rito ancestrale. Essi si legano alle caviglie con liane malleabili e si lanciano da torri di legno che hanno una altezza di 25 metri circa. Questo particolare tipo di evento, chiamato “Nago”, è una sorta di rito di iniziazione che serve ai ragazzi per diventare definitivamente adulti. Questa pratica è tutt’oggi in uso e rilevante, dato che serve anche ad insignire un uomo dei gradi di guerriero, in queste tribù.

Negli anni ’80 poi, il neozelandese Alan John Hacket un sostituì la liana con una corda in lattice e la torre con un ponte: nacque così il bungee jumping che oggi conosciamo. Dopo la enfatizzazione dai parte dei media di questo sport estremo, diversi sono i dilettanti che hanno tentato questo tipo di salto perdendo purtroppo la vita. Di conseguenza, l’attività è stata vietata in diversi paesi europei alla fine degli anni ’80, per essere poi nuovamente ammessa poco tempo dopo ma dietro una severa regolamentazione e normativa di sicurezza che è in vigore tutt’oggi, nell’interesse dell’incolumità di tutti, e per questo ben accettata dagli addetti ai lavori nonché dagli aspiranti saltatori.

 

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