Tecniche di pesca in acqua dolce: uno sport in continuo sviluppo

La pesca sportiva è una disciplina che sta vivendo un periodo di forte espansione. Questo appassionante sport si è evoluto in discipline nuove e divertenti, dove alle tecniche classiche se ne sono aggiunte di sempre più innovative. Sono state ideate soluzioni tecnologiche, in grado di assistere il pescatore per facilitargli il lavoro, senza però togliere niente all’emozione della cattura e del recupero della preda.

A questo si è aggiunto, diventando ormai parte integrante delle varie discipline di pesca, la tecnica del “catch and release“, che significa il rilascio della preda dopo la cattura e dopo le foto di rito, senza creare danni al pesce. Tutte le operazioni di pesca, le attrezzature utilizzate, le canne da pesca, gli ami e le lenze sono studiate per non arrecare trauma al pesce, che potrà essere nuovamente liberato in natura senza riportare conseguenze. Soprattutto fra i giovani, la tecnica del catch and release si sta diffondendo con entusiasmo, sono nate associazioni dedicate alle diverse discipline, con regolamenti da rispettare e indicazioni importanti da seguire. Vediamo quali sono i tipi di pesca che vengono associati al catch and release e quali canne da pesca sono le più adatte per praticarle.

La pesca in acqua dolce: l’intramontabile pesca a mosca

Iniziamo da una tecnica non proprio famosissima, ma talmente affascinante e ricca di storia che merita di essere menzionata. La pesca a mosca è probabilmente il tipo più antico di pesca sportiva e quello che richiede abilità particolari. Imparare le tecniche di pesca a mosca, infatti, non è facile ma l’impegno viene ampiamente ripagato con battaglie avvincenti con il pescato.

Ci sono corsi pratici e manuali che spiegano la pesca a mosca, che si attua con esche che imitano sia l’aspetto che il movimento delle varie prede del pesce in acqua, come larve, insetti etc. Per questo, è possibile anche stabilire la profondità di pesca in base alle esche utilizzate. La canna per la pesca a mosca è una canna particolare, costituita da sezioni che vengono impilate una sull’altra al momento dell’utilizzo. Deve avere determinate caratteristiche, definite il “carattere” della canna, per svolgere un perfetto movimento che armonizzi velocità, potenza e azione, in base al tipo di pesca prescelto.

La pesca a spinning e la cattura dei pesci predatori

La pesca a spinning è una tecnica che si rivolge, come quella a mosca, ai pesci predatori. Viene effettuata con esche artificiali che ricordano le prede tipiche della specie che viene insediata, ovvero gli intramontabili cucchiaini, piccoli pesciolini, insetti o gamberetti. La tecnologia di produzione delle esche è in continuo sviluppo, e oggi è possibile contare su artificiali altamente performanti, divertenti ed efficaci.

Grazie alle sapienti piombature e alle forme del corpo dell’esca, il movimento in fase di recupero risulta essere perfettamente naturale e simile a quello della preda reale. Il pesce sarà facilmente ingannato, abboccando all’amo. Anche in questo caso dopo le tradizionali foto ricordo, il pescato sarà rilasciato nel suo ambiente naturale, senza riportare danni. Riguardo alle canne da spinning potremmo aprire un capitolo a parte: le tecniche sono infatti moltissime, così come le location (fiumi, laghi, mare) e i pesci che vogliamo andare a insidiare. Per la pesca alla trota, i principianti potranno optare per una canna di media potenza e rigidità, con azione parabolica: il divertimento è assicurato.

Il Carpfishing

Quella del carpfishing è un’altra tecnica che sta acquisendo sempre più estimatori anche nel nostro paese. Si tratta di una particolare tipologia di pesca volta alla cattura della carpa e dei ciprinidi, che se ne stanno beatamente nelle acque più profonde rovistando sul fondo in cerca di cibo. Ed è proprio lì che il pescatore va ad insediare la loro tranquillità.

Si effettua utilizzando l’amo libero dall’esca, unito alla lenza tramite un breve pezzetto di filo. Questo serve ad aumentare le probabilità di allamatura, in quanto le carpe aspirano il cibo, lo filtrano e rigettano fuori gli scarti. L’amo libero si va più facilmente ad agganciare al labbro inferiore della carpa, senza possibilità di rilascio. Nell’azione di pesca, come per lo spinning, è fondamentale il tipo di canna giusto. Le canne da carpfishing sono strumenti molto avanzati, studiati in ogni dettaglio per regalare divertimento ed emozioni. Oltre alle caratteristiche già viste sopra, per le carpe è quanto mai importante valutare le dimensioni dei pesci che vogliamo prendere. Un occhio di riguardo durante la scelta dovrà essere prestato anche all’altezza e alla corporatura del pescatore, impegnato a sostenere l’azione spesso molto energica delle carpe.

Anche nel carpfishing si utilizza prevalentemente la tecnica del catch and release. Il labbro inferiore dei ciprinidi è formato da cartilagine. Il pesce non sentirà quindi un eccessivo dolore durante le fasi di cattura, impegnando il pescatore in guerre anche molto avvincenti. Una volta tirato fuori dall’acqua, sarà possibile procedere alla misurazione, al peso (il carpfishing mira a prede anche di notevoli dimensioni) e al rilascio del pescato dopo una bella foto carica di orgoglio.

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