World Cheese Award 2019: il paradiso dei formaggi in scena a Bergamo

È una competizione casearia che coinvolge i paesi di ogni angolo del globo, è un incontro di sapori e tradizioni senza eguali, è il World Cheese Award, manifestazione per olfatti e palati di appassionati e amanti dei formaggi.

L’edizione 2019 del World Cheese Award si è tenuta in quel di Bergamo nella settimana finale di ottobre e ha visto coinvolti i migliori produttori caseari del mondo, tra cui uno dei precedenti vincitori dell’edizione di Birmingham del 2013, il Caseificio pugliese Murgella, che portò a casa la medaglia d’oro nella categoria “Mozzarella Fresca”, grazie alla sua treccia di mozzarella fior di latte. Quest’anno, nell’edizione 2019, il World Cheese Award ha insignito lo stesso caseificio con una medaglia d’argento “Mozzarella Fresca, di latte vaccino” per la burratina a limone, un perfetto connubio tra la tradizione casearia pugliese e l’inconfondibile ed inebriante aroma dei limoni di Sicilia.  E se non conoscete la burrata, sappiate che è un formaggio fresco di latte di vacca, a pasta filata e di forma rotonda, con un aspetto esteriore simile a quello della mozzarella, dalla tipica forma a sacchetto con la caratteristica strozzatura conferita dal filo di rafia. All’interno, la consistenza è soffice e filamentosa, simile a quella del burro. Un tripudio di gusto e sapore, che avvolge totalmente il palato, sciogliendosi lentamente, morso dopo morso.

World Cheese Award, l’eden dei latticini

L’edizione tenutasi a Bergamo (la 32sima per l’esattezza), nell’ambito della fiera B2Cheese, ha rappresentato il momento clou della manifestazione, quello più atteso da partecipanti e visitatori. Il WCA è sbarcato per la prima volta in Italia dopo oltre 30 anni in giro per il mondo a premiare i migliori produttori di formaggi. Quest’anno erano presenti oltre 2.500 aziende da 41 paesi, messi alla prova da una giura composta da 235 esperti internazionali e da oltre 6.000 visitatori. Semplici appassionati, gastronomi, specialisti del settore, influencer, insomma tutti i “cheese lover” hanno preso parte, con diverse qualifiche, alla manifestazione di Bergamo.

Il record di 3500 formaggi è stato superato grazie all’ingresso di nuove nazioni produttrici, come Taiwan, Tailandia, Barbados e Giappone: paesi rimasti finora ai margini dell’industria casearia ma adesso in pieno spinta creativa, accompagnata da alta qualità. Gli effetti positivi della globalizzazione sono anche questi: diffondere ovunque, anche in posti più impensabili, una cultura gastronomia d’eccellenza, sviluppatasi in secoli di tradizione e lavoro.

L’obiettivo di queste manifestazioni è anche sensibilizzare produttori e consumatori ad una scelta consapevole dei prodotti, realizzati con materie prima di qualità e secondo tecniche approvate e certificate sotto il profilo sanitario.

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